Cavi per chitarre e bassi: i parametri da considerare per scegliere il prodotto adatto alle vostre esigenze

Che si suoni in casa o negli studi di registrazione, i cavi per chitarre e bassi sono un elemento essenziale per la produzione del suono che si ha in mente. Per quanto possa sembrare strano, le caratteristiche di ogni singolo cavo influiscono molto sul suono in uscita. Questo dipende da vari fattori, come ad esempio la misura del cavo, la tipologia di collegamento in uscita, la sua potenza, la conducibilità del segnale, la flessibilità, colorazione, il numero di prese e il materiale di cui è composto. Per poterli installare è necessaria una conoscenza basilare degli strumenti e della loro cavettistica.

Migliori marche e prezzi dei cavi per chitarre e bassi

In commercio è possibile trovare cavi per ogni gusto e su fasce di prezzo diverse (si parte da circa 5 € per arrivare a prezzi alti più di 500 €) determinate dalla qualità e dalle caratteristiche del prodotto che si sceglie di acquistare. Tra i brand maggiormente presenti sul mercato, troviamo D'Addario, Adam Hall, Neutrik, Proel e Stagg.

Quale tipologia di cavi scegliere: le migliori marche e caratteristiche

Tutte le marche più rinomate offrono una vasta gamma di cavi, divisi in base alle loro misure, materiali, potenza e numero di uscite. Il diametro di un cavo ha comunemente una misura di 6,35 mm, ma è possibile trovarli di diametri maggiori o minori. Anche la loro lunghezza può variare, partendo dai più comuni tre metri per poi allungarsi ulteriormente.

L’occhio vuole la sua parte, infatti negli ultimi anni le varie case produttrici non si sono prodigate solo nel differenziare i cavi in base alle loro caratteristiche, creando colorazioni e fantasie nella parte esterna del prodotto per accontentare proprio tutti. Il materiale costituisce un altro elemento che modifica il risultato finale; i cavi infatti vengono prodotti in diversi tipi di metallo e, in alcuni casi, di plastica. Un accorgimento in più che è possibile trovare in alcuni prodotti consiste nella placcatura, elemento che altererà di poco il suono ma sarà fondamentale per evitare l’ossidazione del metallo. La flessibilità è un altro elemento caro al pubblico e non passato inosservato ai produttori. Il piegamento continuo dei cavi può causare una rottura degli stessi e la conseguente alterazione del suono.

Anche in questo caso abbiamo un ampio ventaglio di scelte, dai cavi rigidi, adatti a chi non deve spostare spesso la propria attrezzatura, a quelli flessibili che impediscono l'attorcigliamento e il piegamento.