Pellicola, che poesia!

Le persone un po’ avanti con l’età li ricordano con affetto e con un inevitabile pizzico di nostalgia, i più giovani, probabilmente, non ne sospettano nemmeno l’esistenza. Stiamo parlando dei proiettori per pellicola e di quelli per diapositive. Brutalmente rimpiazzati nel giro di pochi anni da una rivoluzione tecnologica che non ha eguali, sono presto finiti nel dimenticatoio, parcheggiati in soffitte polverose o in cantine umide. Oggi li si può trovare su qualche banco nei mercatini dell’usato o sui siti specializzati nella vendita online di materiale fotografico vintage. Fino alla fine degli anni ‘70 del secolo scorso, prima cioè che l’elettronica sostituisse la pellicola, i viaggi e le vacanze di famiglia venivano impressionati su questo nobile supporto fatto di celluloide e sali d’argento. Quei padri che, armati di cinepresa super 8, filmavano il primo bagno in mare dei propri figli, o immortalavano infuocati tramonti grazie a una reflex caricata con diapositive, sono scomparsi, inghiottiti dal narcisismo digitale cui ci hanno sospinto le nuove tecnologie. Un tempo, la fotografia e la ripresa, anche a livello dilettantistico, richiedevano una preparazione dell’inquadratura e qualche nozione sul funzionamento delle apparecchiature che si avevano a disposizione; oggi è sufficiente inquadrare, premere un bottone, e al resto pensa la macchina. Altra componente che aggiungeva fascino ai vecchi strumenti era l’attesa dello sviluppo: dopo qualche giorno si andava al laboratorio a ritirare il filmino o le diapositive, finalmente pronti per essere visionati. Il rito della proiezione, gradito o meno, avveniva davanti a tutta la famiglia e agli amici. Adesso basta un click, e chiunque può fruire, ovunque si trovi, dei nostri scatti.

Proiettori e schermi per i più nostalgici

Per quelli che hanno ancora i cassetti pieni di bobine da 8 mm o di caricatori di diapositive, e desiderano rivederne i contenuti, vi sono due possibilità. La prima è quella di rivolgersi a uno studio specializzato e far riversare i contenuti su un supporto digitale; la seconda, più scomoda e dispendiosa, ma in grado di regalare grandi emozioni, è quella di dotarsi di un proiettore e di uno schermo per rivivere un’esperienza dal sapore antico. Va però fatta una distinzione: mentre schermi e proiettori per diapositive vengono tuttora prodotti, seppure in numero limitato, diversa sorte è toccata ai proiettori per pellicole. Finiti fuori produzione ormai da qualche decennio, sono reperibili solo sul mercato dell’usato. Se ne trovano comunque di varie epoche, più o meno pregiati, a 8 o 16 mm, perfettamente funzionanti e in trepida attesa di tornare a svolgere il loro prezioso lavoro.

I prezzi variano dai 20 € per un modello per diapositive ai 650 € per uno per pellicole da 16 mm.

Inviaci le tue impressioni - si apre in una nuova finestra o scheda