Operazione nostalgia: slot car

Tutti coloro che hanno vissuto l’infanzia tra gli anni 70 e i primi anni 80, ricorderanno con grande affetto e un pizzico di nostalgia quella che nel lessico dei bambini veniva definita la pista per le macchinine elettriche o pista telecomandata. Tra i giocattolidell’epoca era sicuramente uno dei più ambiti, e a ogni Natale si sperava che il barbuto omone vestito di rosso si decidesse, una volta per tutte, a portare in dono la pista Polistil. Il funzionamento era alquanto elementare: una pista formata da elementi componibili dotati di due corsie, lungo le quali passava corrente a bassissima intensità, e due automobiline in plastica collegate a una sorta di joystick ante litteram, sul quale si trovava un pulsante in grado di regolare la velocità del mezzo. Nonostante questa semplicità quasi banale, agli occhi dei bambini il realismo era pressoché totale e le sfide tra amichetti duravano interi pomeriggi, tra corse in auto sulle piste elettriche e partite di calcio combattute all’ultimo sangue, sul panno verde del Subbuteo.

Una storia lunga un secolo

La storia delle slot car, questo il termine tecnico per definire le macchinine elettriche, ha inizio negli Stati Uniti negli anni 10 del secolo scorso, per mano di un’azienda specializzata nella produzione di modellini ferroviari. Il successo e la diffusione, tardarono ad arrivare e solo alla fine degli anni 50 il marchio inglese Scalextricdiede lustro a questi oggetti a metà strada tra il modellismo e il divertimento per bambini. In Italia il mercato era dominato dalla Polistil, un’azienda milanese fondata da Eugenio Agrati e Ennio Sala, che inizialmente si chiamava “Politoys”.

Non solamente gioco per i più piccoli, nel corso degli anni il fenomeno delle slot car ha conquistato anche gli adulti, con numerosi club di appassionati che organizzano tornei e competizioni anche a livello mondiale. Le piste elettriche professionali sono in scala 1:24, quelle destinate al mercato dei giocattoli invece 1:32.

Lunga vita alle piste elettriche

Dopo due decenni di crisi, oggi il mercato delle slot carè in ripresa. L’introduzione delle piste digitali, in cui un chip sostituisce le tradizionali spazzole in rame, ha dato un nuovo impulso alle vendite. Le nuove piste consentono infatti di utilizzare più macchine per ogni corsia e permettono anche di effettuare sorpassi mozzafiato, con un notevole guadagno in termini di realismo. In commercio sono disponibili piste, automobiline e accessori vari che consentono di creare percorsi originali e di dar vita a sfide sempre nuove. Il prezzo di una pista elettrica varia dai 30 € ai 100 €.

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