Pagelle d’epoca: la storia raccontata attraverso la scuola

Il collezionismo può avere diverse sfaccettature: francobolli, personaggi, oggetti sportivi e tanto altro ancora. Più in generale, possiamo dire che qualsiasi cosa può essere raccolta e collezionata.

Gli oggetti di collezionismo cartaceo fanno parte di una macroarea che si divide in diversi articoli, come biglietti da collezione, fotografie, giornali, riviste e pagelle d’epoca.

Le pagelle d’epoca non hanno solo il compito di raccontarci l’andamento scolastico degli studenti dei tempi passati, ma ci informano riguardo al sistema scolastico dei decenni e dei secoli scorsi. Possiamo quindi scoprire le materie di studio, come venivano resi noti i risultati, gli orari, i comunicati e i calendari scolastici.

Si tratta insomma di piccoli racconti di un pezzo di storia, una collezione adatta a tutti anche per via dei suoi prezzi flessibili, da 1 € a 200 € a seconda del valore storico e della condizione.

Com’è nata la pagella?

La pagella è un’invenzione introdotta nel 1783 dall’imperatore d’Austria Giuseppe II, arrivata in Italia quasi un secolo dopo. L’introduzione ufficiale in tutte le scuole del territorio italiano risale però al 1926, durante il regime fascista. Ogni famiglia doveva acquistare il modello unico in tabaccheria, il cui costo era di 5 lire.

Sul frontespizio dei primi modelli è presente lo stemma sabaudo della Casa Reale insieme ai giudizi, al tempo espressi in valutazioni (sufficiente, buono, etc).

È interessante dare uno sguardo anche alle materie: alcune di queste avevano il fine di formare dei ragazzi sani, atletici e ben informati sui valori del fascismo.

Ritroviamo quindi giudizi in canto, lettura espressiva, bella scrittura e non manca la formazione pratica, impartita attraverso lo svolgimento di lavori domestici e manuali.

Con la Seconda guerra mondiale, anche la pagella diventa uno strumento di propaganda, riportando il famoso motto di Mussolini “Vincere”; in quegli anni il retro del foglio si trasforma in uno spazio pubblicitario. Con il tempo, anche le copertine cambiano e iniziano a ospitare rappresentazioni delle architetture del tempo, oppure delle gesta imperiali dell’Antica Roma. Insieme ai decreti e documenti del regime fascista, le pagelle si possono considerare a tutti gli effetti delle testimonianze storiche.

Con la caduta del fascismo, la pagella si adatta al regime repubblicano e, nel 1945, il fascio littorio viene sostituito con quello della Repubblica.

Nel 1952, la pagella arriva a costare ben 32 lire. Fortunatamente, nel 1963 questi documenti diventano gratuiti, sia per le scuole elementari che per le medie. Con il passare degli anni, inoltre, i giudizi si trasformano nei più precisi voti numerici.

Chi è appassionato di articoli scolastici e di cancelleria d’epoca, può ampliare la propria raccolta anche con i quaderni da collezione.

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