Orologi d’antiquariato per scandire il tempo della storia

Gli orologi affascinano da sempre l’uomo, con i loro ingranaggi e le loro strutture eleganti. Oggi oggetto ipertecnologico - pensiamo agli smartwatch - e onnipresente, un tempo trovava posto solo nelle case più raffinate e facoltose. Se i primi orologi si datano al XIII secolo, è al 1510 che risale il primo esemplare di cui conosciamo la paternità, attribuita all’artigiano di Norimberga Peter Herlein. Sempre in Europa nel Settecento nacquero gli orologi a pendolo da muro - collocati all’ingresso delle case - che rimasero molto in voga fino all’Ottocento, seguiti dagli orologi da viaggio e quelli da mensola. Gli orologi da tasca comparvero nel XIX secolo, seguiti nel secolo successivo dalla tipologia oggi più diffusa: gli orologi da polso.


Tipologie, periodo e caratteristiche

Gli orologi antichi hanno un fascino unico, capace di dare a qualsiasi ambiente un tocco di classe estremamente raffinato. Conoscere l’epoca di produzione di qualsiasi articolo d’antiquariato è fondamentale per comprenderne il valore, dal momento che accanto agli esemplari autentici non mancano le riproduzioni moderne. Per quanto riguarda gli orologi, esistono differenze sostanziali - in termini di qualità, stile, importanza storica e ovviamente valore economico - tra i rari esemplari del Settecento e quelli ascrivibili all’Ottocento - con prezzi che possono toccare anche i 10.000 € - o i modelli dei primi cinquant'anni del Novecento che non superano i 3.000 €.
È possibile distinguere tra le seguenti tipologie:

  • orologio a pendolo, nato nel 1656 grazie a Christian Huygens che sfruttò la scoperta di Galileo Galiei sul moto perpetuo. Gli orologi a pendolo antichi possono essere a colonna o a parete così come da tavolo;
  • orologio a colonna o a torre, diffuso nelle abitazioni più agiate a partire dal Settecento e rappresentazione in miniatura della classica torre dell’orologio. Con meccanismo a pendolo o a molla, gli esemplari più antichi hanno quadrante ad arco con le fasi lunari e disco in ottone con numeri romani. L’altezza di questi orologi ne determina la datazione: i più antichi non superavano i 185 cm, mentre successivamente arrivarono a 210 e addirittura 270 cm;
  • orologio da mensola, riccamente decorato a bassorilievo, spesso ornato da figurine dorate o intarsi vegetali, molto in voga intorno alla metà dell’Ottocento;
  • orologio da viaggio, conosciuto in due varianti principali: parigini e inglesi, raffinati i primi, più pesanti e semplici i secondi, entrambi riservati alle classi agiate;
  • orologio da taschino; nato nel XIX, ne esistono esemplari il quadrante riporta indicazioni sulle fasi lunari e i giorni dell’anno;
  • orologio da polso, diffusosi negli anni ‘30, dapprima in ambito militare. Tra i maggiori produttori del periodo si trovano nomi ben noti anche nell’odierno mercato degli orologi, come Rolex, Omega, Piguet, A Lance.
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