Incunaboli e cinquecentine: gioielli letterari da collezione 

Il colore e l’odore della carta stampata affascina e ammalia molte persone che ogni giorno prendono in mano un buon libro. Per alcuni, però, questa passione raggiunge livelli di collezionismo particolari. È il caso di certo degli amanti dei testi antichi che si prodigano a consultare archivi e oramai anche il web per trovare un’edizione rarissima dal valore inestimabile. Come per ogni collezionismo, la bibliofilia riconosce diverse categorie di antiquariato letterario: dai manoscritti antichi, apprezzati per l’unicità della grafia  del suo amanuense, ai libri divisi secondo il periodo storico, come le seicentine e le settecentine. Spiccano per il generale interesse dei collezionisti gli incunaboli. Per incunaboli si intende i primissimi libri realizzato a seguito dell’invenzione della stampa a caratteri mobili a cavallo tra la metà del XV secolo e l’inizio del XVI secolo. Sono facilmente riconoscibili dall’assenza di un frontespizio. Infatti, trattandosi degli albori della produzione libraria, le stampe tendevano a imitare ancora i manoscritti e ci volle molto tempo prima che i libri si differenziassero da questi ultimi (concettualmente, stiamo vivendo un processo simile col passaggio dal libro stampato all’e-book).  Un’altra peculiarità risiede nell’abbondanza di abbreviazioni e contrazioni e nell’impaginazione. Nello specifico, il testo è ripartito in colonne e vengono appositamente lasciati in bianco i margini per l’aggiunta di note da parte dei lettori/commentatori e gli spazi in alto per i capilettera che venivano realizzati a mano da un artigiano.  A fianco agli incunaboli e successivi in linea temporale, troviamo le cinquecentine. Il termine è considerato dagli esperti come eccessivamente generico, dal momento che evoca solo il periodo storico di riferimento (il ‘500), ma non le sue caratteristiche specifiche. In linea generale, gli elementi distintivi della cinquecentina sono da ricondurre alla sua maggiore “maturità” in quanto libro. Difatti, questi testi presentano un aspetto esteriore molto più simile a quello di un libro odierno, inclusa la presenza del frontespizio. 


Famosi incunaboli e cinquecentine
Non bisogna essere degli esperti per aver almeno sentito parlare del più celebre degli incunaboli: è la Bibbia di Gutenberg, che ha segnato non solo la storia dell’editoria ma quella della cultura europea in generale. Se si volesse ottenere una copia di questo preziosissimo testo, si potrebbe restare delusi, poiché i pochi esemplari completi esistenti sono tutt’oggi in possesso di istituzioni pubbliche. Tuttavia, per chi brama un oggetto di assoluto pregio, può ad esempio trovare su internet diversi esemplari di incunaboli della Divina Commedia (con prezzi che variano da 100 € per un singolo canto a circa 3.000 € per l’intero poema).
 

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