Freni per moto: a disco e a tamburo

I freni per moto si dividono in 2 grandi categorie: quella dei freni a disco e quella dei freni a tamburo. I freni a tamburo, anche noti come "freni ad espansione", sono composti da due parti distinte: una delle due parti, detta appunto tamburo, è in rotazione assieme alla ruota, mentre l'altra parte, che contiene le ganasce, si trova attaccata alla sospensione, anteriore o posteriore a seconda che si tratti del freno davanti o dietro. Il loro funzionamento è molto semplice da capire: azionando il pedale del freno o l’apposita leva sul manubrio, si aziona tramite i cavi una leva che muove le ganasce frenanti, portandole a contatto con il tamburo e producendo un forte attrito che produce come conseguenza la frenata.

Le tipologie di freni a tamburo

I freni a tamburo non sono tutti uguali: ne esistono infatti di modelli diversi, spesso specifici per casa costruttrice e per modello di moto, ciascuno con le proprie caratteristiche. A cambiare sono il diametro del tamburo e la tipologia: alcuni freni sono detti a camma singola, altri a quattro ganasce. Il prezzo del tamburo posteriore di un freno a tamburo Piaggio, ad esempio, può costare circa 80 €, mentre lo stesso pezzo per una moto Yamaha ha un prezzo che varia tra i 30 € ed i 60 €.

Quando la rotazione stessa del tamburo tende ad aumentare la pressione della ganascia contro la fascia frenante, si ha una ganascia autofrenante, mentre l'altra ganascia viene detta ipofrenante. Nelle moto da corsa ed in alcuni modelli particolari vengono invece utilizzate due ganasce autofrenanti, dal momento che questa soluzione offre una frenata molto più efficace.

Freni a tamburo per moto: problemi e manutenzione

Nei freni a tamburo, i problemi più frequenti sono legati alle ganasce. In genere questi elementi durano molto più a lungo delle pastiglie dei freni a disco, ma hanno il grande difetto di perdere potere di frenata se si bagnano o si ungono. La durata delle ganasce dipende dai chilometri effettuati con il veicolo: dopo aver percorso una distanza di 70.000-80.000 km, per garantire sempre una capacità di frenata ottimale, questi elementi devono essere sostituiti.

Lo spessore minimo delle ganasce non deve mai essere inferiore ai 2 mm: se fossero più sottili, produrrebbero infatti un forte surriscaldamento delle pareti del tamburo. Quando si consumano, invece di essere sostituite, le ganasce possono essere sottoposte ad un trattamento che le ricopre di un nuovo strato del materiale di attrito, detto ferodo, in apposite officine specializzate.

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