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La memoria storica legata alla guerra

Le foto militariassumono un valore peculiare proprio per via del particolare contesto in cui sono state fatte. Insieme al valore emotivo, il potenziale evocativo che racchiudono certi scatti è di cruciale importanza rispetto al momento storico e sociale che li caratterizza. Al di là del loro valore economico (da 1 € 350 €), queste foto rappresentano la testimonianza del cambiamento antropico avvenuto in un territorio prima e dopo il conflitto che lo ha segnato. La portata della trasformazione, qui, è dirompente, più delle tradizionali vedute dei centri storici immortalati nelle fotografie antichein cui si vede, nel confronto con il quotidiano, l’effetto inarrestabile della gentrificazione, cioè dell’insediarsi dell’attività umana, culturale ed economica. Sono la testimonianza tattile e non solo visiva della distruzione che porta con sé qualsiasi conflitto.

Il valore del collezionismo fotografico

Ancora oggi le fotografie sanno immortalare le azioni di guerra e non esiste un termine di paragone per definire quale foto sia più adatta a far parte di una collezione di questo tipo. Si rivela, però, chiara l’importanza per il collezionista di conservare foto storiche, scattate in un’epoca che precede l’avvento della digitalizzazione. Tra le numerose testimonianze che ha raccolto il secondo conflitto mondiale, quella del fotografo italoamericano Tony Vaccaro assume un valore molto speciale. È vivido il suo racconto dell’epoca in cui, come soldato dell’esercito statunitense, fu tra i primi reporterdi guerra. La narrazione degli eventi passa anche dall’elaborazione fisica delle pellicole, dello sviluppo dei negativi, della conservazione del materiale raccolto seppure in condizione precaria e a repentaglio della propria vita. Il valore di questa testimonianza è dirompente specie confrontandola con la sua materialità, contrapposta alla volatilità estrema ed effimera degli scatti contemporanei in digitale.

Il legame controverso tra arte e fotografia

La catalogazione e definizione dei criteri per stabilire il valore di mercato della fotografia artistica rimane oggi un terreno poco esplorato e, specie in Italia, non è facile la vita del collezionista. È chiaro sin dalla sua nascita che la macchina fotografica avrebbe giocato un ruolo cruciale nella rivoluzione delle arti figurative, incidendo in maniera inequivocabile sulla formazione dell’immaginario collettivo. Lo scatto con la macchina fotografica mette presto in discussione il valore dell’espressività dell’artista che antepone il mezzo alla sua arte. Presto si diffonde il termine “pittorialismo” per riferirsi al particolare uso artistico della macchina fotografica. Così la contrapposizione si fa netta tra ritrattistie paesaggistigià dalla fine del XIX secolo a seconda del mezzo usato per esprimere la propria ispirazione, fino a poi vedere una commistione dei due generi espressivi nei caotici anni ’70 del Novecento.

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