Floppy drive dimensione 3,5” per prodotti informatici

Tra tutti i dispositivi per l’archiviazione di dati per prodotti informaticicon cui abbiamo a che fare oggigiorno, il floppy suona alquanto retrò. Tuttavia, a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80, queste apparecchiature stravolsero la sfera tecnologica di quell’epoca, ponendo le basi per le moderne unità di archiviazione.

Il floppy disk da 3,5 pollici fu il più moderno tra i formati di disco di quel periodo, seguente a quello da 8 pollici e del successivo 5,25 pollici. A differenza di questi ultimi, realizzati con un flessibile (in inglese appunto floppy) strato di plastica al cui interno era custodito il disco magnetico, con una capacità di memoria ridotta, il floppy da 3,5 pollici si presentava invece dotato di un rivestimento in plastica rigida, dunque molto più resistente a eventuali danni ed era inoltre dotato di una maggiore capacità di memoria, pari a circa 1,44 Megabyte. Ognuno di questi supporti di memoria necessitava di un proprio dispositivo di lettura/scrittura, il floppy drive, che poteva essere esterno o interno. Nel primo caso doveva essere collegato tramite un connettore e una scheda di interfaccia supplementare, mentre nel secondo caso era integrato direttamente nell’unità centrale. I costi di queste unità di memoria variano oggi da 2 € a 30 € circa.

Floppy disk: utilizzo e impiego tecnico

L’impiego dei floppy disk non si discosta molto dall’uso che oggi facciamo dei moderni strumenti di archiviazione come le pendrive, i CD/DVD e dischi fissi HDD, SSD e NAS. La differenza più notevole con i moderni sistemi sta, oltre che nella dimensione vera e propria, anche nella capacità di memoria. Basti pensare che un floppy disk da 3,5 pollici (9 cm x 9,4 cm) poteva contenere dati fino a 1,44 Megabyte, laddove una micro SD (1,5 cm x 1,1 cm) ospita una capacità di memoria che parte da un minimo di 128 Megabyte, fino a un massimo di 2 Terabyte.

L’inserimento del floppy nel relativo drive era intuitivo e automatico nei floppy da 3,5 pollici, perché realizzati in modo tale da rendere impossibile l’introduzione dalla parte inversa. Ad ogni modo, questi supporti vergini e accessori per l’archiviazione di dati informatici, svolgevano il loro lavoro nel migliore dei modi.

Per i più nostalgici: emulatori per videogiochi

Diversi sono i sistemi che consentono di fare un tuffo nel passato con i giochi che tanto appassionavano. Oltre ai metodi di conversione attraverso masterizzatori di CD, DVD e Blu-Rayesistono metodi molto più semplici: gli emulatori. Questi non fanno altro che simulare il vecchio sistema operativo DOS all’interno delle moderne macchine, al fine di consentire la lettura e la riproduzione dei vecchi videogiochi.