I materiali delle carene per moto

Le carene sono i rivestimenti dei telai delle vetture e, più specificamente, delle moto o degli scooter. Giocano un ruolo molto importante per quanto riguarda le loro prestazioni e l’aerodinamicità. Si tratta di parti delle motociclette progettate per migliorarne l'aspetto ma soprattutto la resa su strada. Non stupisce che, nelle gare ufficiali, si guardi con estrema attenzione alle soluzioni proposte dalle case motociclistiche per recuperare carico aerodinamico e assicurare spettacoli mozzafiato, come successo di recente alla Ducati.

Carbonio, vetroresina e ABS sono i materiali più spesso adoperati per la realizzazione delle carene delle moto, su pista come su strada. Le stesse case usano l'ABS per i propri modelli ed è facile trovare soluzioni già pronte e facili da montare perché già dotate di inserti per il fissaggio al telaio. Il carbonio è di certo il materiale migliore ma per questo molto più caro e la spesa conviene solo se si vuole attrezzare la propria moto per le gare. La vetroresina, o VTR, rappresenta la soluzione fai da te per eccellenza: estremamente economica, è venduta la sagoma grezza che va poi forata e verniciata.

Per migliorare le prestazioni o rimettersi in strada

Chi cerca code e puntali per la propria Kawasaki o per la Yamaha lo fa per due motivi: vuole rendere la propria moto più scattante e veloce, oppure ha bisogno di rimetterla in strada dopo un incidente che ne ha lesionato la scocca.

Uno dei difetti dell'ABS, la soluzione proposta di serie dalla maggior parte delle case, è di essere difficile da riparare. Non è possibile saldare una parte rotta e la sostituzione dell'intero pezzo è spesso l'unica soluzione per tornare in sella.

Le moto che hanno fatto storia, come i modelli Honda, raccolgono vari estimatori e appassionati che si specializzano nella produzione artigianale di pezzi di ricambio o per la personalizzazione delle scocche.

Il valore dell'aspetto esteriore

Il valore di un set di ricambio che comprenda carene, code e puntale può variare parecchio in base al materiale impiegato e alla sua unicità (da 400 € a 2.000 €). Un costo che per alcuni è improponibile e difficile da affrontare, specie se necessario per rimettere in sesto una moto che non ha noie sul piano del motore. Ed è forse anche questa la ragione per cui tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 si diffondono le naked, senza scocca, una nuova moda in forte contrapposizione al mito custom, l'emblema della personalizzazione della moto unica.

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