Calendari da barbiere da collezione

Tra i vari articoli del collezionismo cartaceo, soltanto i signori di una certa età possono ricordare i calendarietti che venivano distribuiti nei saloni dei barbieri durante il periodo delle festività natalizie. In realtà anche le signore avevano modo di riceverli, di solito nelle profumerie.

L’usanza era diffusa già alla fine dell’Ottocento: allora era abitudine comune recarsi dal barbiere per farsi la barba e lì c’era un vero e proprio scambio sociale, si parlava di confidenze personali, ma anche di affari e questioni importanti. I proprietari dei saloni, per gentilezza e anche per tenersi ben stretti i clienti, distribuivano questi piccoli calendari, comodi da tenere all’interno del portafoglio per sapere sempre quali fossero i giorni di festa e quelli di lavoro. Di solito a produrli erano ditte di profumi, ma molti esemplari vennero creati da aziende di dolciumi.

Caratteristiche dei calendari da barbiere da collezione

I calendari da barbiere erano a forma di libretto, di circa sedici o venti pagine, ed erano legati insieme con un nastrino di seta con una nappa finale. La loro particolarità era il profumo di cui erano impregnati; proprio per questo venivano distribuiti all’interno di bustine di carta velina, in modo da poter far durare l’essenza più a lungo.

Da un lato c’erano stampati, appunto, i giorni del mese, dall’altro c’erano le figure, spesso donne molto belle e vestite in modo succinto. Attraverso questi piccoli oggetti, si può facilmente risalire alla storia della moda e degli usi femminili dell’Ottocento e del Novecento.

Non solo immagini di donne, ma anche di eventi storici, opere melodrammatiche, star del cinema o dello sport, soprattutto del calcio.

Di solito avevano un design essenziale, ma esistono alcuni esemplari più ricercati, con motivi in rilievo e con una forma irregolare. Alcuni invece non sono a libretto, ma a fisarmonica.

Quanto costano i calendari da barbiere da collezione?

I calendari da barbiere da collezione hanno prezzi diversi, naturalmente quelli più rari hanno un valore più alto e, come succede anche per altri oggetti, tipo i francobolli, bisogna valutare anche lo stato di conservazione. Il libricino più economico è del 1958, dela Franck, e costa soltanto 1,58 €. L’almanacco Vnus del 1905 dell’azienda Bertelli viene venduto, invece, a circa 800 €. Si tratta di un esemplare a fisarmonica, tenuto in ottimo stato e addirittura ancora profumato, che raffigura i prodotti distribuiti dal marchio. La forma rappresenta una valigiae le pagine hanno bordi dorati e in rilievo.

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