Modellismo ferroviario: il non plus ultra delle riproduzioni in scala

Il modellismo ferroviario, o ferromodellismo, conta appassionati in tutto il mondo e per la varietà di sfide che comporta è uno degli hobby che richiedono maggior studio e dedizione da parte chi lo pratica. L’appassionato dovrà infatti cimentarsi con lavori di falegnameria, taglio laser, utilizzare stampi e resine, riprodurre edifici in cartoncino, pareti rocciose e ponti in polistirolo o forex, scolpire, dipingere. Infine dovrà assicurarsi che il colpo d’occhio a distanza sia realistico, e che la visione ravvicinata del diorama o del plastico non rompa l’illusione, ma comunichi il senso di meraviglia dato dal trovarsi di fronte a una perfetta riproduzione del mondo ferroviario. Un universo che continua a esercitare il proprio fascino, anche sulle nuove generazioni. Se lo scopo del modellista è “fotografare” un momento dell’industriosa vita di uno scalo ferroviario o di una stazione fin nei più minuti particolari, darà vita a un diorama; se invece è attirato dall’idea del viaggio in sé e vuole veder muoversi i modelli lungo un percorso in un ambiente geografico dal bell’impatto visivo, allora creerà un plastico. 

La scala N, a misura delle abitazioni moderne

Nel modellismo il primo fondamentale dato di ogni elemento è la scala. Nei modelli ferroviari il rapporto di riduzione più diffuso al mondo è l’H0 (1:87), seguito dalla scala N (1:160) che, a parità di spazio, permette di realizzare plastici molto più complessi. Il nome deriva dall’iniziale del numero “nove”, presente in diverse lingue europee, e fa riferimento allo scartamento, ovvero alla distanza fra i due binari che, secondo le Norme Europee del Modellismo Ferroviario e della National Model Railroad Association statunitense, deve essere di 9 mm. È una scala nata nel 1960 grazie alla casa produttrice Arnol e che conta numerosi estimatori. Nei raduni e nelle fiere di importanza anche internazionale, grazie al codice di norme interne cui si uniforma, il popolo degli appassionati di questa scala riesce ad assemblare plastici modulari di oltre mezzo chilometro, corrispondente a quasi 400 km al vero. In un plastico sono i binari a determinare il tracciato percorribile dai treni e, quindi, l’aspetto e la complessità finale del paesaggio. Il binario ha anche la fondamentale funzione di alimentare il motore della motrice. Ne esistono naturalmente rettilinei, curvi, con scambi a controllo remoto o manuale, doppi a crossover, oltre a binari montati su ponti girevoli e simili. I maggiori produttori sono Arnold, Fleischmann, Kato, Märklin e Minitrix. I prezzi partono da appena 1 € per un singolo binario fino a oltre 300 € per pezzi complessi. Un buon punto di partenza è rivolgersi al mercato dell’usato per acquistare un nutrito set di binari e accessori a un prezzo conveniente.
 

Inviaci le tue impressioni - si apre in una nuova finestra o scheda