Come battere il tempo: i diversi tipi di batterie e percussioni

Ogni musicista, sin dalla formazione, deve compiere l’ardua scelta dello strumento al quale dedicherà ore e ore di studio. Tranne i percussionisti! Questo non dipende da una loro indecisione quanto dalla natura stessa degli strumenti a percussione, che vengono in genere appresi nel loro complesso, prima di orientarsi su uno in particolare. Per questo motivo è fondamentale conoscere le diverse tipologie di batterie e percussioni. Cominciamo dal re delle percussioni, il tamburo. Lo strumento a percussione per eccellenza si differenzia in una miriade di categorie e tipologie. Considerata questa grande varietà è di fatto impossibile imparare a suonarli tutti. Nella musica occidentale, il più famoso e usato è certamente il rullante, composto da un semplice cilindro e due pelli (battente e risonante). Può essere suonato sia da solo, seduti o in piedi (come avviene ad esempio nelle esibizioni delle bande) o all’interno di una batteria. A tal proposito, le anime più rock non potranno certo dimenticare in questa lista la batteria, uno degli strumenti a percussione più noti e più apprezzati, grazie al successo e alla preminenza nella musica leggera. Una batteria tipo è composta da quattro tipi di tamburo (rullante, timpano, tom e grancassa) e tre tipi di piatti (charleston, crash e ride). Questo set può variare a seconda del genere musicale per ottenere ulteriori effetti e sonorità. Il costo base per una batteria acustica completa di tutti i pezzi è di 500 € a cui va aggiunto il prezzo delle indispensabili bacchette che si aggira sui 10 € a coppia. All’interno di un’orchestra è possibile trovare molte percussioni diverse. Tamburi come grancassa e tamburello basco, così come le tastiere a percussione (ovvero marimba, vibrafono, xilofono e glockenspiel) per finire con piatti, gong e triangolo sono tutti considerati percussioni orchestrali, perché la loro diversità trova spazio nella musica lirica e sinfonica e la colora con il loro ritmo. 

Una nota folcloristica

Per concludere, molte altre percussioni folcloristiche sono diventate a noi familiari come bonghi, congas e cajon, solo per citarne alcune. Assieme alle tante percussioni a mano che fanno parte della nostra tradizioni musicale, come i tamburelli e scacciapensieri, utilizzati nella musica popolare di diverse regioni italiane, ora spuntano spesso nelle formazioni musicali strumenti come le maracas sudamericane. La dimostrazione più lampante dello scambio e dell’integrazione inevitabile e benefica tra culture distanti tra di loro, in Africa, Asia e America, accomunate tutte dalla voglia di battere il tempo.

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