Il portone di ingresso: tiene fuori gli intrusi, ma accoglie gli ospiti.

Fin dalla nascita delle case private, l’ingresso principale ha avuto una doppia funzione: tenere all’esterno potenziali intrusi e malintenzionati, e al contrario, far sentire benvenuti gli ospiti. Da questa esigenza nacquero i porticati, ampi e provvisti di tetto per assicurare un’immediata protezione dalle intemperie alle persone in visita; spesso illuminati, per anticipare l’atmosfera intima dell’interno. Il fulcro dell’ingresso, capace da solo di definire lo status della famiglia, era il portone. Una porta d’ingresso robusta, in legno scolpito, bastava da sola a conferire signorilità alla facciata. L’elemento decorativo che non mancava mai, e che tutt’oggi resiste all’avvento di campanelli elettrici e videosorveglianza, è il batacchio.

Il batacchio per portone: un oggetto ricco di fascino dalla lunga storia

“E allora mi spieghi, chi può, come accadde che Scrooge, dopo aver introdotto la chiave nella toppa, scorse nel batacchio, senza che questo nel frattempo avesse subito alcun processo di alterazione, non più un batacchio, ma il volto di Marley.”

Questo il primo, folgorante apparire del soprannaturale nel celebre Canto di Natale di Charles Dickens. Per la sua straordinaria comparsa, il fantasma di Marley sceglie di sostituirsi al volto fiero a guardia della porta del socio ancora in vita. Così facendo, vanifica la funzione “magica” del batacchio, quella che lo portò ad assumere, nei secoli, l’aspetto minaccioso di mostri mitologici, sfingi, draghi, chimere, di fieri leoni, o di volti accigliati: il potere di scacciare dalla soglia di casa qualunque influenza maligna. Tanto è evocativo l’atto stesso di picchiare alla porta d’ingresso, che il batacchio si è reso protagonista di innumerevoli scene di romanzi e film, di cui quella appena citata è solo un esempio.

La nascita del batacchio si colloca molto indietro nel tempo, nel mondo greco-romano. In principio aveva forma semplice, a martelletto o ad anello, poi, a partire dal XV secolo, fu realizzato in bronzo o ferro battuto, e cominciò ad assumere anche una funzione decorativa. Nel 1800 si diffusero i battenti in ghisa, riproducenti volti o animali. Altri avevano la forma di una mano, stretta a pugno, o femminile e inanellata, con una sfera nel palmo, per produrre un suono più potente.

Oggigiorno chi volesse dotarsi di questo oggetto di indubbio fascino, può fare affidamento sul ricco mercato dell’usato e cercare un batacchio vintage, se non propriamente antico; oppure rivolgersi ai numerosi produttori, quali Fallen Fruits, Valli & Valli, e Mila. La scelta è ancor più ampia che nel passato, perché alle forme classiche si sono aggiunte quelle, eleganti e a volte minimaliste, di gusto contemporaneo. Il prezzo varia da un minimo di circa 10 € a un massimo di 290 €.

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