A cosa serve un termometro da cucina

In cucina entrano accessori che un tempo si pensavano relegati al solo uso professionale o di cui non si pensava di sentirne il bisogno. Il termometro è uno di questi e oggi aumenta il numero di appassionati gourmand che non saprebbero più farne a meno.

Il modello proposto da Ikea è stato uno tra i primi proposti a basso costo e che ha semplificato la vita ai tanti che in casa realizzano preparazioni speciali, dal formaggio allo yogurt, passando per i lievitati impegnativi come il panettone. Da lì in poi tante marche note, da Electrolux a Candy, o di settore, hanno proposto la propria versione di termometro.

Misurare la temperatura del forno

In generale la spesa necessaria per l'acquisto di un termometro non è esorbitante, (da 6 € a 80 €), la vera discriminante è decidere come impiegarlo e spesso è opportuno usarne uno per ogni uso cui è possibile destinarlo.

Il termometro da forno o per il congelatore si usa direttamente all'interno dell'elettrodomestico per monitorarne con esattezza la reale temperatura. Sono termometri che sopportano grandi escursioni termiche, sotto e sopra lo zero, e non hanno parti di plastica che potrebbero fondere. È importante che gli alimenti congelati si mantengano sempre a una temperatura costante per non avariarsi, ma altrettanto lo è che il forno mantenga il livello indicato nel termostato. La variazione di temperatura durante la cottura può comportare una cattiva riuscita della pietanza e mandare a monte ore e ore di lavoro.

Tenere sotto controllo gli alimenti

Sono diverse le prestazioni che ci si aspetta da un termometro per alimenti perché si tratta di dispositivi pensati per entrare a contatto direttamente col cibo. Devono riportare dati con la minima approssimazione, quindi l'intervallo di temperature misurate è più breve. Qui non è importante di che colore sia il termometro quanto piuttosto la sua forma. Una sonda di circa 10 cm o 15 cm riesce a entrare all'interno del taglio di carne, anche quello più sottile, oppure può essere immerso nell'olio di frittura per essere certi che non oltrepassi il punto di fumo.

Si prestano allo scopo anche per verificare che il calore sia sempre costante anche durante la lievitazione di pane o dolci, oppure durante la fermentazione del latte che si trasforma in yogurt o formaggio. Proprio in questi casi è bene che il margine d'errore sia minimo perché una variazione di uno o due gradi interferisce sul risultato finale.

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