La birra: tanto antica da essere citata nel Codice di Hammurabi

L’orzo è stato il primo cereale coltivato dall’uomo, la pianta che, probabilmente, lo ha reso stanziale. Presso i sumeri la birra d’orzo era chiamata “sikaru” e il tipo più popolare serviva come base di calcolo del salario degli operai. Tale era l’importanza della bevanda presso i popoli antichi che il celebre Codice di Hammurabi condannava a morte chi non rispettava le regole sulla sua produzione.

Secoli dopo saranno uomini di chiesa e nobili ad arrogarsi il diritto di produrla, ma la scoperta delle doti del luppolo si deve a una botanica tedesca: suor Hildegard von Bingen. In seguito, la richiesta crescente portò a concedere la licenza di fabbricazione anche ai comuni cittadini, che presto si organizzarono in corporazioni di birrai. In tanti monasteri si continuò a produrla fino all’inizio del Ventesimo secolo, cioè fino al diffondersi delle produzioni industriali, che permisero di sottoporre a rigidi controlli ogni fase di un processo molto delicato, che segue precise regole.

Targhe e insegne: una declinazione del collezionismo breweriano

Le marche di birra, spesso con una lunga storia alle spalle, sono innumerevoli, e la caratteristica cultura nata e cresciuta intorno alla bevanda rende ogni oggetto ad essa legato potenzialmente collezionabile.

I cultori fanno incetta del merchandising cui i vari brand hanno dato vita in oltre un secolo di storia: dai classici boccali e bicchieri da birra collezione, in vetro decorato o ceramica, con o senza il coperchio in peltro, alle etichette, che hanno il vantaggio di occupare poco spazio e sono subito riconoscibili; dalle lattine e bottiglie, oggetti particolarmente legati al produttore, fino ai vassoi e ai sottobicchieri sponsorizzati con il logo, indispensabili nelle birrerie e amatissimi dai collezionisti.

Con il proliferare di numerosi birrifici, la necessità di far emergere il proprio marchio e fissarlo nella memoria della clientela portò, sin dalla fine del Diciannovesimo secolo, alla nascita di targhe e insegne che oggi sono fra i più ambiti oggetti da collezione. I prezzi variano a seconda della rarità: gli oggetti più semplici costano meno di 5 €, quelli più ricercati oltre 800 €. Ne esistono di tre tipi, che ne rivelano spesso anche il periodo di appartenenza: quelle più antiche sono di latta litografata. Le immagini erano spesso disegnate da famosi illustratori, le forme erano varie: tondeggianti o squadrate, lisce o sbalzate. Avevano il difetto di essere molto vulnerabili alla ruggine e furono sostituite, a partire dagli anni Trenta del Ventesimo secolo, da quelle in ferro smaltato. Negli anni Sessanta comparvero infine le insegne in plastica, spesso retroilluminate.

Se la passione per la birra dimora nell’animo di un collezionista… le possibilità sono davvero infinite.

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