Il collezionismo di libri antichi

La passione per i libri antichi accomuna molte persone. È un coinvolgimento che riguarda i volumi nella loro fisicità; per i collezionisti, infatti, i libri non sono solo dei contenitori di parole ma anzi, più sono datati e più diventano essi stessi, in quanto oggetti e a prescindere dal contenuto, autentici testimoni della storia. Chi inizia ad accostarsi a questo tipo di collezionismo deve imparare quali sono le caratteristiche che rendono un libro antico, e non semplicemente vecchio, e che ne determinano il valore.

Le settecentine

Si considerano unanimemente antichi i libri pubblicati dalla fine del XIV agli inizi del XIX secolo. I collezionisti più ortodossi non includono tra di essi i libri stampati dopo il 1830, che, in base ai cambiamenti verificatisi nelle tecniche di stampa e, di conseguenza, alla tiratura, classificano come modernariato. Le settecentine, i libri tra il 1700 e il 1799, entrano in ogni caso a pieno titolo tra i libri antichi da collezione, assieme agli incunaboli, alle cinquecentine e alle seicentine.

I libri del Settecento che in maggior numero si sono conservati fino a oggi e quindi più facilmente reperibili sono i volumi riguardanti la religione, motivo per il quale sono anche, generalmente, quelli di minor valore. Il XVIII secolo è il secolo dell’Illuminismo, che ebbe origine in Inghilterra e si diffuse in tutta Europa trovando il suo apice in Francia; per questa ragione numerosi sono i libri in francese, non solo scientifici ma anche di narrativa e letteratura.

Come stimare il valore delle settecentine

Valutare un libro antico è molto complicato, è un compito che spetta a gli esperti del settore: le caratteristiche di artigianalità di ogni volume li rendono tutti diversi e, solo chi ha larga esperienza in materia, può stimarne il valore. Possono esserci volumi del Settecento che valgono meno di 10 €, perché mal conservati e con parti mancanti, ma anche più di 35.000 €, perché particolarmente rari e pregiati. Oltre allo stato conservativo del singolo libro e alla sua rarità, caratteristiche che devono essere tenute in considerazione nella stima di tutti gli oggetti da collezione, nell’attribuire il valore ai volumi antichi contano: la presenza di una rilegatura pregiata, il fatto che sia una prima edizione e che il libro sia autografato o meno. Infine, nella catalogazione dei testi antichi, il frontespizio ha un’importanza fondamentale: è considerato la carta d’identità del libro e la sua presenza distingue i libri antichi dagli incunaboli. Le settecentine si caratterizzano per lo stile sobrio del frontespizio, a differenza dei libri del Seicento che lo avevano trasformato in una piccola opera d’arte a sé stante.

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