Dipingere il cinema: manifesti e locandine

Le locandine e i manifesti dei film italianihanno rappresentato una vera e propria creazione artistica volta a pubblicizzare un prodotto cinematografico, almeno fino all’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione. Venivano realizzati da veri e propri artisti, capaci di sintetizzare in uno spazio ristretto e bidimensionale le emozioni, i personaggi e il nucleo della trama di un film. L’arte della cartellonistica cinematografica aveva il pregio di comunicare allo spettatore delle sensazioni che poi aveva modo di rivivere guardando il film. A differenza delle locandine di film italiani recenti, quelli degli anni ‘60, col passare del tempo, sono diventate anche degli oggetti da collezionismo, in quanto rappresentative di un’epoca e del periodo d’oro del cinema italiano. I prezzi di fotobuste, locandine e manifesti di film italiani degli anni ‘60 vanno da 1 € a 2 € circa. Vista la natura di questi articoli, si tratta perlopiù di oggetti usati, anche se è pur sempre possibile trovare delle locandine del passato ancora in ottimo stato.

Il manifesto cinematografico

Il manifesto è stato uno dei principali mezzi della pubblicità cinematografica. La diffusione dei manifesti di dimensioni standard ebbe inizio nella prima parte del Novecento da parte dell’industria cinematografica americana: si partiva da una dimensione di un foglio 70x100 per arrivare a un manifesto dalle dimensioni di ventiquattro fogli, che veniva generalmente esposto nei dintorni delle sale cinematografiche su appositi sostegni. L’immagine è sempre pensata in funzione del coinvolgimento dello spettatore e, dagli anni ‘40 in poi, l’uso della fotografia, anche nelle tecniche di stampa, porterà a un nuovo stile di locandine e manifesti dell’epoca, a metà strada tra segno pittorico e segno fotografico, insieme all’impiego di molti colori dai toni accesi. La cartellonistica cinematografica italiana degli anni ‘80tende invece ad abbandonare i grandi manifesti a favore di locandine di dimensioni inferiori.

La locandina cinematografica

L’incremento della produzione cinematografica a partire dal primo dopoguerra portò anche a una maggiore diffusione delle locandine. Le loro dimensioni variavano da paese a paese e, sebbene rispecchiassero le caratteristiche grafiche e comunicative dei manifesti, si caratterizzavano per la loro forma rettangolare e verticale. La creazione delle locandine passava dalle mani di esperti grafici, che sapevano riassumere in un’immagine ridotta e sintetica il contenuto e i protagonisti principali del film. Generalmente, nella parte superiore si trovava uno spazio bianco destinato alle indicazioni sul luogo e l’ora della proiezione. Nelle locandine dei film italiani degli anni ‘70non era già più presente l’illustrazione grafica, se non a volte nel titolo, mentre l’impaginazione era basata sul fotomontaggio delle scene e dei personaggi.

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