La coltivazione idroponica

Per idroponica si intende una particolare tecnica di coltivazione fuori dal suolo: le piante germogliano e fioriscono in un ambiente protetto (sostanze nutritive, luce e temperatura sono controllate), libere da agenti inquinanti, e vengono coltivate senza l’uso di antiparassitari.

La coltivazione in vaso, non appartiene automaticamente a questa categoria: sebbene si tratti di coltura fuori dal suolo, infatti, le radici sono immerse nella terra comune.

Perché si possa parlare di “coltivazione idroponica”, invece, è necessario che il terriccio sia sostituito da un altro tipo di substrato (fibra di cocco, lana di roccia, argilla, perlite) e che le radici, che superano questo strato di materiale, siano immerse nell’acqua e nelle sostanze nutritive in essa contenute.

Strumenti per la coltivazione idroponica

Per avviare una coltivazione idroponica sono necessari alcuni strumenti. In particolare, sono necessari tende, teli e mensole per allestire una cabina-serra, al cui interno vengono poste anche le lampade di crescita: poiché l’intensità e il tipo di luce influenzano la salute e lo sviluppo della pianta, è fondamentale temporizzare l’illuminazione con un timer.

Anche i sistemi di controllo del clima (ventole, filtri, elimina odori) sono importanti: regolando afflusso e uscita dell’aria, consentono di mantenere temperatura e umidità ideali.

Altre componenti necessarie al successo della coltivazione idroponica, sono fertilizzanti, nutrienti e regolatori di ph.

Lampadine per lampade di crescita in colture idroponiche

Le lampade per piante e semina sostituiscono ed emulano la luce solare. Esistono vari tipi di lampade indoor che principalmente si distinguono tra loro per tecnologia e il tipo di spettro emesso.

A seconda della tipologia di lampada, possono servire lampadine al sodio (o HPS, speciali per la fase di fioritura grazie all’elevata intensità di luce prodotta: per questa fase, infatti, è indicato uno spettro di illuminazione tendente all'arancio/rosso), lampadine a LED, (contenute nei consumi, non emettono calore quindi non surriscaldano l’ambiente) o al neon (spesso utilizzate nelle prime fasi di crescita della pianta, emettono una luce tendente al blu).

Oltre alle tipologie già citate, esistono anche lampadine fluorescenti (emettono poco calore e possono essere posizionate vicino alla pianta) e le MH, che generano uno spettro di luce fredda, stimolando la fotosintesi e lo sviluppo del germoglio.

Oltre a questi aspetti, le lampadine possono differire per potenza: se ne trovano dai 150 W fino ad arrivare ai 1.000 W.

Alcuni accessori e ricambi, possono contribuire a ottimizzare l’efficacia del sistema: i riflettori, per esempio, aiutano la diffusione dello spettro luminoso.

I prezzi delle lampadine possono variare a seconda della tipologia e del grado di conservazione, nel caso di quelle ricondizionate dal rivenditore: si possono trovare proposte intorno a 1 €, per arrivare anche a soluzioni da oltre 1.200 €.

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