Il diamante: il minerale principe della gioielleria

Il diamante ha in sé, nel suo stesso nome, il significato di ciò che è; diamante deriva infatti dal termine greco adamas, il cui primo significato era ferro durissimo che non poteva essere piegato o domato; significato che in seguito venne esteso al diamante per la sua estrema durezza.

Come altri materiali preziosi molto diffusi nelle lavorazioni di gioielli, il diamante fa parte degli elementi nativi (costituiti da un solo elemento), in quanto composto dal solo carbonio, cristallizzato a forma di ottaedro.

Il giacimento di diamanti più antico si trova in India, ma sono più importanti quelli in Australia, Russia, Botswana, Congo, Sudafrica.

Le sue qualità particolari sono diverse e tutte superlative:

  • Durezza: nella scala Mohs ha valore 10, il più alto;
  • Capacità di rifrazione della lucerifrazione, che significa splendore (avete presente lo splendore adamantino?);
  • Dispersione, quando è tagliato con arte (i gioiellieri lo chiamano taglio a brillante) si Sprigionano le sue qualità di lucentezza e vivacità di colori;
  • Colore, quando è assente (incolore) il diamante è rarissimo; ugualmente raro se dalle tinte forti (azzurro, giallo, rosso, nero);
  • Nell’industria è utilizzato come abrasivo, in quella elettronica come sensore; ciò che non sanno in molto è che proprio nell’industria è utilizzata la maggior parte dei diamanti estratti;
  • in gioielleria è la pietra preziosa per eccellenza.
Carato, taglio, colore e chiarezza

Le qualità che definiscono il valore del singolo diamante sono:

  • il carato, l’unità di misura del suo peso; un carato pesa 200 milligrammi;
  • il taglio, cioè la tecnica che consente al diamante di dare il massimo della lucentezza;
  • il colore, la sua assenza lo fa rarissimo, meno raro nei colori tenui, giallo, verde, rosa;
  • la chiarezza, che misura l’assenza di anche impercettibili venature (inclusioni) o di crepe.
Il diamante, non solo brillante, anche grezzo

E ora scegliamo un diamante quanto più rispondente a queste caratteristiche, magari per un anello di fidanzamento, tradizione senz’altro assai apprezzata dalla donna che lo riceve in pegno come promessa di amore eterno. Lo si può scegliere nella classica forma Valentine (solitario) in oro bianco, ma di un fascino particolare sono le gemme di diamanti grezzi.

Una gemma di diamante grezzo si presta a un abbinamento per contrasto con i metalli preziosi quali l’oro bianco, il platino, il titanio, il rodio, incastonato in anelli, ciondoli, pendenti e orecchini, collane e bracciali.

Dal brillantino di 1 € al pezzo da 1.800 €, ognuno troverà il suo diamante, anche usato.

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