I gialli all’italiana: Julia, un’idea di Giancarlo Berardi

Nel corso degli anni ‘90, l’Italia ha recepito i cambiamenti imposti dal nuovo clima letterario-culturale che, se dapprima si era diffuso principalmente in Oriente, ha poi raggiunto l’Europa e tutto l’Occidente.

In tutto ciò, un ruolo fondamentale è stato giocato da due espressioni artistiche in particolare, ossia il cartone animato (chiamato anime in riferimento al Giappone) ed il fumetto (per i giapponesi manga).

Proprio quest'ultimo è stato uno degli strumenti più impiegati dagli editori e dai disegnatori italiani, per esprimere in un modo visivamente d’impatto le nuove correnti artistiche e cinematografiche.

Il fumetto giallo

Esattamente come nei film e telefilm, anche il fumetto si è adeguato ad un catalogo vastissimo di tematiche. Una in particolare, il fumetto giallo, ha riscosso notevole successo grazie allo sfondo noir/poliziesco tanto in voga negli anni ‘90.

Sebbene oggi il genere giallo sia più che altro espresso dai film e dalle serie televisive, alcuni fumetti usciti in quegli anni, pur risultando decisamente “vintage”, costituiscono ancora oggi una valida fonte di lettura per gli appassionati. Da questo punto di vista, l’Sergio Bonelli, Julia: Le Avventure di una Criminologa, narra le gesta di nuovo, sia come un fumetto vintage significa riassaporare le atmosfere di un passato non vissuto, che rivive attraverso le pagine ingiallite di un libro o di un fumetto.

I racconti e le storie annoverate nella categoria dei gialli, inoltre, consentono al lettore di immergersi appieno nei contesti narrativi e nei luoghi dove i personaggi si evolvono in tutta la loro complessità, caratteristica tipica di questo genere.