Effetti psichedelici: luci per discoteca

Delle serate in discoteca, oltre alla musica sulla quale abbiamo ballato, rimane frequentemente impresso il gioco di luci e l’impatto che ha avuto nel creare un ambiente particolare. Le luci da discoteca sono forse l’aspetto più caratteristico per un locale notturno. Tra le molte attrezzature destinate agli effetti visivi e adoperati in contesti come night o feste private (ad esempio, la macchina per il fumo artificiale), sicuramente lo strobo è l’apparecchiatura simbolo della vitalità che contraddistingue le notti più movimentate e folli. Lo strobo è lo strumento attraverso cui si produce il cosiddetto “effetto stroboscopico” il quale, attraverso lampi di luce, crea quella particolare illusione ottica che fa apparire come “fermo” qualcosa che è invece in “movimento”: effetto ormai diventato l’icona delle “dancefloor” in tutto il mondo. La nuova tecnologia a LED ha rivoluzionato il campo anche in questo settore. Infatti grazie a rapidità di accensione e potenza, i LED rappresentano la soluzione ideale per fornire effetti particolari in ambienti quali le piste da ballo. Spesso viene anche utilizzata le luci a laser; comunque, essendo queste ultime limitate nella varietà di colori proiettabili, non possono competere con l’estrema versatilità dei LED. In particolare, gli effetti luce a LED si rivelano piuttosto economici, non sono molto ingombranti, hanno consumi ridotti e offrono una migliore qualità luminosa che permette di proiettare figure a luce piena. Un set di quattro luci led è acquistabile con prezzi a partire da circa 70 €.

Arte sotto i riflettori: le luci di scena

Se le luci da discoteca sono concepite per stupire, quando si parla di teatro l’obiettivo primario delle luci di scena è l’esaltazione degli attori e una più fruibile visione della scenografia nel suo insieme, anche per gli spettatori in ultima fila. Nei quasi due secoli di illuminazione elettrica, si sono susseguite diverse tipologie di attrezzature per l’illuminotecnica teatrale. Oggi le luci di scena più utilizzate possono essere sintetizzate in quattro categorie. Nella prima tipologia troviamo i fari par (acronimo di Parabolic Aluminized Reflector Lamp, ovvero lampada con riflettore parabolico in alluminio). Ci sono poi le luci di tipo wash, che possiedono il vantaggio di creare fasci precisi ma dando comunque una luce diffusa. Di altro tipo ancora sono le teste mobili, molto interessanti perché possono essere programmate per generare un fascio di luce a seguito di un movimento o suono preciso. Sono da menzionare i fari moonflower che oltre a muovere la luce a tempo di musica, consentono il controllo audio diretto.
Le lenti montate sulla la maggior parte dei fari teatrali è di tipo Fresnel, dal nome del suo inventore. Su questi fari è possibile aggiungere le gelatine colorate che permettono la modifica della tonalità della luce.