It’s only rock’n’roll

La chitarra è probabilmente lo strumento più suonato al mondo; la sua versatilità, che la rende adatta a qualsiasi genere musicale, le dimensioni contenute, che consentono di trasportarla facilmente, e la relativa semplicità di utilizzo, rispetto ad altri strumenti più complessi, ne hanno sancito il successo.Acusticao elettricanon fa differenza, schiere di adolescenti bramano di emulare le gesta dei loro beniamini del rock impugnando la sei corde. La differenza sta nel fatto che i modelli elettrici hanno bisogno di essere collegati a un amplificatoreper essere suonati, mentre quelli acustici, essendo dotati di cassa di risonanza, sono pronti per l’uso in qualsiasi momento e situazione. Fatta questa premessa, la chitarra rock per antonomasia è quella elettrica.

Effetti per chitarra elettrica

La timbrica è il “carattere” del suono e dipende da una lunga serie di fattori: il tipo di chitarra, i pick upche essa monta, la qualità dell’amplificatore e, naturalmente, lo stile con cui viene suonata.

Per personalizzare ulteriormente il sound, è disponibile una serie di effetti per chitarra in grado di modificare radicalmente le caratteristiche del suono prodotto, prima che questo arrivi all’amplificatore. Ogni effetto ha le sue peculiarità e può essere usato in combinazione con altri per creare sound sempre nuovi: molte star del rock hanno legato la propria fama proprio all’uso di alcuni di questi effetti.

Distorsori, delay and Co.

Il primo effetto della storia è stato il distorsore; molto usato nella musica rock e nei generi più duri, produce un suono sporco e distorto prolungando la durata della nota: il cosiddetto “sustain”. Tra i più famosi vi è senza dubbio il Wah-Wah, altrimenti detto “Cry baby” per il caratteristico suono che ricorda il pianto di un neonato; il suo uso fu introdotto da chitarristi del calibro di Frank Zappa e Jimi Hendrix. Un altro effetto molto usato è l’overdrive, una sorta di distorsore ma meno aggressivo, anch’esso sfrutta la saturazione ma lavora prevalentemente sulle frequenze basse. Vi sono poi pedali che intervengono sui tempi di emissione del suono e sono sostanzialmente di tre tipi: il chorus, che ritardando il segnale produce un suono con un particolare rimbalzo; il flangerche dà vita a dei picchi di alte frequenze intervallati a brevi istanti di assenza del suono, e infine il delay che sdoppia e ritarda il suono, conferendogli un caratteristico effetto di eco. Il prezzo di un pedale per effetti varia dai 25 € ai 750 €.

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